Uno dei continenti più colpiti dalla fame è l’Africa, dove circa 1 persona su 5 è denutrita. Spesso la fame è anche la causa principale che impedisce a bambine e bambini di frequentare la scuola. Nei nostri progetti scolastici, offriamo un’istruzione e un pasto giornaliero completo, che per molti è l’unico della giornata. Con il vostro aiuto possiamo costruire un futuro migliore.
Nel continente africano conflitti armati, siccità prolungate, cambiamenti climatici, e povertà estrema, espongono sempre più persone alla denutrizione e allo sfruttamento. La situazione di insicurezza alimentare che ne deriva è particolarmente grave per bambine e bambini, che rischiano di portarsi addosso le conseguenze della malnutrizione per tutto l'arco della vita.
Nelle baraccopoli del Kenya, come in molte altre periferie in Africa, milioni di persone nascono, crescono, vivono e invecchiano circondate da miseria. Caritas si impegna a spezzare il cerchio della povertà estrema, fornendo pasti nelle scuole, sostegno alimentare alle comunità vulnerabili, micro credito per avviare piccole attività e programmi dedicati a migliorare le condizioni di vita di donne, persone anziane e giovani adulti.
Usando la causale “Fame in Africa”, puoi sostenere le attività della Caritas di contrasto alla fame, facendo una donazione o diventando un sostenitore costante con 9 euro al mese.
I donatori non hanno alcun tipo di obbligo temporale e di importo. Possono decidere in qualsiasi momento di interrompere il loro sostegno senza doverne dare spiegazioni.
Nelle aree rurali come negli slum, il tuo aiuto è prezioso. Grazie!
Raiffeisen Cassa Centrale, IBAN: IT42F0349311600000300200018
Cassa di Risparmio di Bolzano, IBAN: IT17X0604511601000000110801
Banca Popolare dell'Alto Adige, IBAN: IT12R0585611601050571000032
Intesa Sanpaolo, IBAN: IT18B0306911619000006000065
Per ulteriori informazioni, può rivolgersi al personale del servizio Cooperazione internazionale della Caritas: I-39100 Bolzano, via Cassa di Risparmio 1, Tel. 0471 304 351, international(at)caritas.bz.it .
I modi per contrastare la fame esistono, come vediamo ogni giorno nei nostri 38 progetti attivi nell’Africa sub-sahariana. Con essi possiamo aiutare migliaia di persone: le donne partecipano a percorsi di accompagnamento per costruire una fonte di sostentamento per sé e per le proprie famiglie; frequentando la scuola, bambine e bambini ricevono formazione, acqua potabile e un pasto equilibrato almeno una volta al giorno; le famiglie contadine famigliarizzano con nuovi metodi di coltivazione per affrontare meglio i cambiamenti climatici. Ogni progetto costituisce un tassello nella lotta contro la fame.
Nella regione di Witu, la nostra organizzazione partner si è progressivamente specializzata in progetti di approvvigionamento idrico, per rispondere ai periodi di siccità sempre più frequenti causati dal cambiamento climatico.
Il gruppo, fondato dal missionario altoatesino Padre Adolf Pöll, ha maturato nel tempo una solida esperienza nella realizzazione di pozzi, in grado di raggiungere falde sotterranee in profondità e garantire alle persone l’accesso ad acqua potabile sicura.
Oggi questo importante lavoro viene portato avanti dai successori di Padre Adolf, più giovani, che mettono a disposizione competenze tecniche, grande impegno e una crescente attenzione a soluzioni innovative.
Dove le falde acquifere non sono più raggiungibili o risultano troppo profonde, si adottano soluzioni alternative, come grandi serbatoi e sistemi di raccolta dell’acqua piovana che permettono di accumulare, potabilizzare e conservare questa risorsa preziosa.
Una risposta sostenibile che assicura acqua potabile a scuole, strutture socio-sanitarie e intere comunità.
La vita nelle periferie più povere del Kenya è ancora segnata da insicurezza, povertà e scarsa protezione sociale, come nel caso di Kariobangi, un quartiere baraccopoli della capitale Nairobi.
La nostra organizzazione partner Hands of Care and Hope, fondata nel 2006 dalla missionaria altoatesina Lydia Pardeller, sostiene le famiglie con aiuti concreti: offre corsi di formazione ai genitori, contribuisce all’approvvigionamento alimentare e permette a bambine e bambini di accedere all’istruzione.
In questo modo i bambini possono frequentare la scuola invece di essere costretti a lavorare o a cercare materiali riciclabili nelle discariche per contribuire al reddito familiare.
Un elemento fondamentale a sostegno del progetto è la Juja Farm, una fattoria situata alla periferia di Nairobi. La produzione agricola genera entrate che vengono investite direttamente nella scuola dello slum, rafforzando l’autonomia e la sostenibilità economica del progetto.
Ricevono un sostegno anche le persone anziane: in un centro diurno dedicata trovano assistenza, pasti regolari e occasioni di incontro e socializzazione.
In Etiopia molte famiglie si reggono sulle donne, nonostante queste abbiano un accesso limitato all’istruzione, alle possibilità di reddito e alla protezione sociale.
Soprattutto nel sud del Paese, il tasso di alfabetizzazione femminile resta basso, limitando fortemente le possibilità di una vita autonoma e indipendente dal punto di vista economico.
In collaborazione con partner locali di lunga data – tra cui Caritas Meki, Caritas Hawassa, la St. Paul Community, le Suore dello Spirito Santo e i Missionari della Consolata – sosteniamo progetti che rafforzano il ruolo delle donne nella famiglia e nella società.
Attraverso corsi di formazione professionale nei settori della sartoria, dell’acconciatura e della ristorazione, e con piccoli finanziamenti per avviare microimprese, le donne possono vengono incentivate a creare proprie fonti di reddito, ad esempio attraverso l’allevamento di pollame, orti domestici o piccoli negozi.
Il lavoro di gruppo favorisce inoltre la solidarietà e il sostegno reciproco, soprattutto nei momenti difficili.
Un altro ambito prioritario è l’istruzione. I nostri progetti educativi promuovono la frequenza scolastica di bambine e ragazze, favorendo il completamento del loro percorso di studi. Le scuole garantiscono acqua potabile pulita, pasti regolari e servizi igienici separati, per un ambiente di apprendimento sicuro e favorevole.
Nelle aree rurali, molte famiglie vivono ancora in condizioni difficili e di insicurezza alimentare. Siccità ricorrenti aggravano ulteriormente la situazione rendendo i raccolti incerti.
Particolarmente vulnerabili sono i piccoli agricoltori, che dispongono di terreni limitati e poche risorse.
Insieme a Caritas Meki sosteniamo una rete di 21 cooperative con circa 18.000 membri, con l’obiettivo di rafforzare i mezzi di sussistenza delle famiglie e aumentarne la resilienza alle crisi.
Attraverso attività come apicoltura, allevamento di piccoli animali, produzione di sementi e orti familiari con compostaggio, le famiglie possono diversificare le proprie fonti di reddito. In caso di perdita del raccolto ricevono forniture aggiuntive di sementi per riprendere rapidamente la coltivazione.
La formazione riveste un ruolo centrale: gli agricoltori seguono corsi per migliorare la fertilità del suolo, utilizzare efficientemente l’acqua piovana e riforestare aree colpite dall’erosione.
Queste misure contribuiscono sia alla sicurezza alimentare sia alla tutela dell’ambiente e all’adattamento ai cambiamenti climatici.
Nella regione di Kongolo, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, l’acqua è una risorsa abbondante ma spesso contaminata, creando un serio rischio per la salute, soprattutto durante l’infanzia.
Insieme a Caritas Kongolo lavoriamo per rendere accessibili fonti d’acqua pulita, ampliare i punti di distribuzione e creare percorsi sicuri per raggiungerli, riducendo notevolmente il rischio di diffusione di malattie come colera e diarrea.
Particolare attenzione è dedicata alla fornitura di acqua potabile ai centri sanitari. Gli allacciamenti idrici migliorano le condizioni igieniche per pazienti e personale, contribuendo a un’assistenza sanitaria più efficace.
Anche le comunità circostanti beneficiano di questi investimenti, che aiutano a contenere la diffusione delle malattie legate all’acqua e a migliorare le condizioni di vita nel lungo periodo.
L’accesso sicuro all’acqua sostiene inoltre l’agricoltura locale, aumentando la produttività e la resilienza delle famiglie rurali alle crisi alimentari e ai cambiamenti climatici.
Secondo il Programma Alimentare Mondiale (WFP), nel 2025 circa 28 milioni di persone nella Repubblica Democratica del Congo soffrono di insicurezza alimentare acuta. A essere particolarmente colpiti sono i piccoli agricoltori, che devono fare i conti con terreni impoveriti e risorse insufficienti.
Affianchiamo Caritas Kongolo nel coinvolgere le comunità rurali nella creazione di sistemi agricoli sostenibili. Agronomi locali seguono le coltivazioni, forniscono sementi e buoi per arare i campi. I prodotti in eccedenza vengono commercializzati collettivamente: un passo verso una maggiore sicurezza alimentare e autonomia.
L’Eritrea è tra i Paesi più poveri dell’Africa. Povertà diffusa, scarsità di risorse e condizioni difficili rendono complessa la vita quotidiana di molte famiglie e ostacolano anche gli interventi umanitari.
Sono particolarmente a rischio bambine e bambini: la malnutrizione continua a essere uno dei problemi più urgenti e compromette la crescita sana di molti minori.
In questo contesto, le nostre partner di progetto, le Suore di Sant’Anna di Tokonda, offrono un sostegno prezioso. Mettono a disposizione delle famiglie terreni del proprio orto comunitario e forniscono sementi, attrezzi e formazione pratica per una coltivazione sostenibile.
Nascono così non solo orti produttivi, ma anche nuove opportunità per un’alimentazione più equilibrata e sicura.
Per molte persone le suore rappresentano uno dei pochi punti di riferimento affidabili, una presenza concreta che trasmette cura, stabilità e speranza. Con visite regolari alle famiglie più vulnerabili, distribuiscono beni di prima necessità, offrono consulenza e un costante accompagnamento.
La regione di Andrevorevo, nel nord-ovest del Madagascar, subisce sempre più intensamente le conseguenze della crisi climatica. Piogge irregolari, terreni impoveriti e raccolti scarsi mettono a rischio la sicurezza alimentare di molte famiglie.
Bambine e bambini sono tra i più colpiti. Senza pasti regolari e nutrienti mancano le condizioni essenziali per crescere in salute, apprendere e costruirsi un futuro.
Le suore Benedettine nostre partner di progetto, gestiscono una scuola e un asilo garantendo ogni giorno un pasto equilibrato ai bambini che le frequentano. Per molti di loro si tratta dell’unica fonte di nutrimento della giornata. Il pasto scolastico incentiva inoltre la frequenza delle lezioni e migliora le opportunità educative.
Questo sostegno concreto non combatte soltanto la fame, ma crea le basi per l’istruzione, uno sviluppo sano, e nuove prospettive di vita.
In Mozambico l’istruzione è una delle condizioni fondamentali per costruire una vita autonoma e per migliorare le proprie prospettive, soprattutto nelle zone rurali.
Nei quattro centri di formazione del nostro partner ESMABAMA, dotati anche di collegi, i giovani trovano un luogo sicuro in cui vivere, studiare e crescere.
Oltre a un’istruzione di base acquisiscono competenze pratiche, soprattutto nella gestione sostenibile dell’acqua e delle risorse naturali: una base solida per crescere autonomi con buone prospettive di sviluppo personale.
Parallelamente proseguono le attività agricole realizzate insieme alle cooperative locali, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza alimentare delle famiglie attraverso metodi di coltivazione sostenibili e una maggiore diversificazione delle colture.
Nella regione di Tambacounda, nell’est del Senegal, la povertà e gli effetti della crisi climatica, come siccità e degrado del suolo, rappresentano grandi sfide.
In questo contesto di forte fragilità, molti giovani si trovano in situazioni difficili e rischiano di intraprendere percorsi devianti, anche violando la legge.
Caritas Tambacounda li accompagna in un percorso di rinascita, proponendo una formazione in agricoltura sostenibile, già durante il periodo di detenzione.
Dopo il rilascio, micro credito e corsi professionali aiutano i giovani ad avviare nuove attività costruendosi fonti di reddito. Questo approccio non aiuta solamente i diretti beneficiari, ma anche le loro famiglie e di conseguenza la comunità.
Nel nord-est dell’Uganda, nella regione di Karamoja, povertà, carenze infrastrutturali e crisi climatica rendono difficile la vita quotidiana.
Il Kalya Peace Village di Kosiké offre ai giovani nuove prospettive attraverso percorsi di formazione professionale in diversi settori.
Viene posta particolare attenzione con uno specifico sostegno, soprattutto alle giovani donne e alle madri sole.
A Gulu, il St. Jude Children’s Home offre protezione e accoglienza a bambine e bambini che hanno perso la famiglia o sono stati abbandonati, spesso a causa di disabilità fisiche o cognitive.
Inseriti in gruppi abitativi simili a una famiglia, trovano una casa sicura e un’assistenza continua da parte degli educatori, che offrono affetto, stabilità e un ambiente favorevole alla crescita.
Grazie a questo accompagnamento, bambine e bambini non ricevono soltanto protezione e cure, ma anche accesso all’istruzione, costruendo passo dopo passo le basi per una vita più autonoma e dignitosa.
L’Uganda accoglie come rifugiati un gran numero di persone che vivono in condizioni difficili.
A Palorinya, il missionario comboniano Erich Fischnaller offre opportunità concrete attraverso attività come falegnameria, produzione di olio e agricoltura, permettendo alle persone rifugiate di costruire una vita indipendente, in un contesto in cui il sostegno umanitario resta spesso insufficiente.
Dall’inizio della guerra in Sudan, nell’aprile 2023, la popolazione soffre una delle più gravi catastrofi umanitarie a livello mondiale. Centinaia di migliaia di persone hanno perso la vita, milioni sono in fuga e mancano beni essenziali come cibo, acqua potabile e medicinali. 30 milioni di persone – pari a due terzi della popolazione – hanno urgente bisogno di aiuti umanitari. Più di 12 milioni di persone hanno dovuto abbandonare la propria casa (7,5 milioni sfollati interni). 4,1 milioni di persone cercano invece protezione nei Paesi vicini come Ciad, Sud Sudan ed Egitto.
Il sistema infrastrutturale del Paese risulta gravemente compromesso: nelle regioni centrali circa l’80% delle strutture sanitarie è fuori servizio e circa il 60% degli impianti di trattamento dell’acqua è stato distrutto.
In Sudan Caritas è attiva dall’inizio della guerra. Fornisce sostegno economico per coprire i bisogni primari della popolazione, distribuisce kit igienici e sanitari – in particolare per le donne –, lavora al ripristino delle infrastrutture idriche e mette in atto soluzioni di emergenza per l’approvvigionamento di acqua. Sempre per tutelare soprattutto le donne, sono stati creati spazi di protezione appositamente dedicati.
Nei Paesi vicini, come Sud Sudan, Ciad ed Egitto, Caritas offre aiuti di emergenza: generi alimentari, denaro contante, rifugi temporanei, misure di prevenzione del colera e iniziative per la promozione della pace.
Nell'area di Malakal, l'intervento prioritario messo in atto da Caritas è volto soprattutto all'assistenza ai rifugiati, fornendo accesso all’acqua potabile e supporto per la salute mentale.