Mentre nel mondo diminuisce il numero di persone che soffre la fame, in Africa aumenta. Particolarmente critica la situazione nell’Africa orientale, dove siccità prolungate e fenomeni meteorologici estremi rendono sempre più difficili le tradizionali attività agricole e di allevamento, contribuendo all’aumento dei prezzi dei generi alimentari e limitando l’accesso al cibo per milioni di persone.
“Senza acqua si perdono raccolti e bestiame. Le campagne si spopolano e molte persone, prive di adeguate opportunità formative e lavorative, finiscono per trovare nuove forme di povertà nelle periferie delle grandi città. Con i nostri progetti cerchiamo di spezzare questo circolo vizioso, intervenendo sulle cause della fame e fornendo aiuti alimentari”, afferma Beatrix Mairhofer, direttrice della Caritas, invitando la popolazione altoatesina a sostenere i progetti di solidarietà internazionale.
“In Kenya abbiamo visto gli effetti devastanti sia delle siccità prolungate sia delle piogge estreme, capaci di allagare e distruggere interi quartieri, come nelle zone più povere di Nairobi”, spiega Mairhofer, che in marzo ha visitato i progetti Caritas attivi nel Paese. “Attraverso l’alimentazione scolastica, l’accesso all’acqua potabile e l’accompagnamento socio-educativo lavoriamo per migliorare le condizioni di vita sia nei villaggi più remoti sia nelle baraccopoli urbane”, aggiunge la direttrice.
Acqua: un fattore decisivo per la sicurezza alimentare
In molti Paesi dell’Africa subsahariana l’accesso all’acqua potabile sicura resta una sfida quotidiana per milioni di persone che dipendono ancora da fonti idriche precarie o lontane dai centri abitati. Per offrire risposte concrete, Caritas promuove progetti mirati di approvvigionamento idrico. “Nell’ultimo anno abbiamo realizzato pozzi in Congo, Uganda e Kenya”, spiega Sandra D’Onofrio, responsabile del servizio di Cooperazione internazionale della Caritas. “In Kenya abbiamo inoltre installato cisterne per la raccolta dell’acqua piovana, che viene trattata e resa potabile oppure utilizzata per l’irrigazione in progetti agricoli comunitari”.
L’impegno si estende anche ad altre aree del continente. “In Mozambico promuoviamo sistemi di irrigazione alimentati da energia solare in campo agroforestale, mentre in Etiopia sosteniamo soluzioni ecologiche per il trattamento delle acque reflue. Questi interventi aiutano a prevenire la diffusione di malattie, spesso letali per i bambini più piccoli, e contrastano l’abbandono di territori sostenendo le comunità locali”.
L’acqua non solo migliora le condizioni igienico-sanitarie, ma consente anche di coltivare orti scolastici, allevare piccoli animali e garantire una maggiore disponibilità di cibo a livello locale, creando nuovi posti di lavoro. Molti dei progetti idrici di Caritas vengono realizzati in prossimità delle scuole, che diventano così punti di riferimento per l’intera comunità.
La scuola: un presidio contro la fame
Nelle aree rurali così come negli slum delle metropoli africane, la scuola non è soltanto un luogo di apprendimento: rappresenta un vero e proprio presidio contro la fame e la malnutrizione. “Frequentare la scuola significa poter contare su un ambiente sicuro, ricevere un’alimentazione adeguata e costruire opportunità per il futuro” spiega ancora D’Onofrio. “Attraverso programmi di mensa scolastica, Caritas garantisce a oltre 72.000 bambini e bambine almeno un pasto nutriente al giorno. Un sostegno fondamentale per le famiglie più vulnerabili, ma anche un incentivo alla frequenza scolastica e alla permanenza nel percorso educativo”.
Per migliorare la qualità dell’alimentazione, i pasti offerti da Caritas comprendono alimenti ricchi di proteine, vitamine e minerali, contribuendo a contrastare la cosiddetta “fame nascosta”, una forma di malnutrizione causata dalla carenza di micronutrienti essenziali per la crescita e lo sviluppo.
“Investire nella scuola significa nutrire i bambini di oggi, e proteggerli dal rischio di denutrizione futura. Oltre a migliorare la salute, la scuola allarga le prospettive delle nuove generazioni, fornendo competenze professionali e migliori possibilità economiche”, conclude D’Onofrio.
Parrocchie solidali
Accogliendo la proposta della Diocesi, anche quest’anno le parrocchie altoatesine partecipano alla campagna “La fame non fa ferie” promossa da Caritas. Venerdì 7 agosto, le comunità si uniranno in preghiera e, alle ore 15, faranno risuonare all’unisono e più intensamente le campane di tutte le chiese della provincia. Un segno forte, per dare voce a chi non ce l'ha.
Come spiega Irene Obexer, direttrice dell’ufficio diocesano Missio Bolzano-Bressanone: “Questa iniziativa comune invita a pregare per chi è colpito da fame, povertà e crisi climatica, ma vuole anche essere un richiamo a non dimenticare chi soffre. C'è un filo rosso che unisce le nostre parrocchie alle missioni più lontane: il bisogno di giustizia e di dignità. Aderendo alla campagna Caritas, dimostriamo che la solidarietà non conosce confini geografici”.
Un aiuto prezioso, nelle aree rurali come negli slum
Con una donazione nell’ambito della campagna della Caritas “La fame non fa ferie” è possibile sostenere concretamente le persone che vivono in Africa, sia nei villaggi più remoti sia nei quartieri più poveri delle grandi città. Chi desidera aiutare può effettuare una donazione indicando come causale “Fame in Africa” oppure contribuire regolarmente con 9 euro al mese.
Ogni donazione contribuisce a offrire a bambini, bambine e famiglie migliori prospettive per il futuro.
- Con 5 euro si garantisce ogni giorno acqua fresca e pulita a un bambino
- Con 40 euro si assicura un pasto nutriente a scuola, per un anno.
- Con 50 euro si offre a genitori poveri la possibilità di avviare una piccola attività e costruire un reddito
Conti per le donazioni a Caritas Diocesi Bolzano-Bressanone:
Raiffeisen Cassa Centrale, IBAN: IT42 F0349311600000300200018
Cassa di Risparmio di Bolzano, IBAN: IT17 X0604511601000000110801
Banca Popolare dell'Alto Adige, IBAN: IT12 R0585611601050571000032
Intesa Sanpaolo, IBAN: IT18 B0306911619000006000065
La campagna “La fame non fa ferie” è sostenuta dalla Conferenza Episcopale Italiana e da sponsor privati.
Dati sulla crisi alimentare in Africa
Fonte: Rapporto ONU sullo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo (SOFI) 2026
Il conflitto in Medio Oriente, gli eventi meteorologici estremi, le riduzioni dell’aiuto pubblico allo sviluppo e dei finanziamenti umanitari, rischiano di compromettere i progressi compiuti verso l’eliminazione della fame nel mondo.
- In Africa circa 309 milioni di persone soffrono la fame (più di 1 persona su 5)
- Il 48% delle persone colpite da denutrizione cronica nel mondo, vive in Africa.
- Circa il 60% della popolazione africana vive in condizioni di insicurezza alimentare moderata o grave
- Il 60% dei bambini sotto i 5 anni che soffrono di malnutrizione acuta vive in Africa occidentale e orientale (oltre 21 milioni)
- Nell’Africa subsahariana altri 59 milioni di bambini sotto i 5 anni non hanno accesso costante a un’alimentazione adeguata e bilanciata, per la carenza di micronutrienti essenziali – fenomeno della “fame nascosta”
Progetti della Caritas altoatesina
La Caritas Diocesi Bolzano-Bressanoneè attualmente attiva con 32 progettiin 11 Paesi del continente africano: Etiopia, Uganda, Kenya, Mozambico, Eritrea, Ciad, Senegal, Madagascar, Congo, Angola, Sudan.
- 14 progetti sono dedicati all’istruzione scolastica e formazione professionale in Etiopia, Madagascar, Uganda, Mozambico e Kenya
- Oltre 72.000 bambini, bambine e giovani, beneficiano delle misure educative e dei programmi di sostegno.
- Circa la metà dei beneficiari sono bambine, ragazze e giovani donne.






