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“Costruire fiducia: un presupposto essenziale nella prevenzione dei suicidi”

Anche quest’anno, il Centro Pastorale di Bolzano ha ospitato, venerdì 9 settembre, il convegno ‘Costruire fiducia’ proposto dalla Rete di prevenzione del suicidio. In questa edizione, i relatori di fama internazionale si sono confrontati con i rappresentanti delle organizzazioni del territorio, sull’importanza di costruire e mantenere una relazione di fiducia, fra chi soffre e chi porge aiuto. “Nella crisi suicida, le persone non credono più in sé stesse, negli altri e nel futuro; le istituzioni, così come i servizi specifici, devono trovare il modo di ‘arrivare prima’: costruire un clima di fiducia è un modo per prevenire gli esiti più tragici”, ha spiegato Guido Osthoff, responsabile d’area della Caritas e moderatore del convegno, che si è svolto in presenza dell’assessora provinciale Waltraud Deeg per la ‘Famiglia, Anziani, Sociale e Edilizia abitativa’ e dell’assessore del comune di Bolzano Juri Andriollo, per le ‘Politiche Sociali, al Tempo libero e allo Sport’.

“Per affidarsi alle reti di sostegno, pubbliche e private, è necessario fidarsi delle istituzioni”. Ne è convita la Rete provinciale di prevenzione del suicidio, che in occasione della giornata mondiale di sensibilizzazione sul tema, attorno alla fiducia ha costruito un intero convegno, affrontando alcuni aspetti clinicied altri inerenti sfere di vita del quotidiano.

Come spiegato da Guido Osthoff, referente per la Caritas della Rete di prevenzione del suicidio, “Nelle situazioni di crisi psichica è importante cercare aiuto tempestivamente, ma bisogna credere di trovare un adeguato supporto. In questo convegno abbiamo voluto evidenziare l’importanza della relazione di fiducia come strumento di prevenzione”.

L’argomento è complesso e sfaccettato, poiché una relazione di fiducia efficace va costruita su più livelli. Ne ha parlato nel suo intervento, la dott.ssa Ingeborg Leitner, vice direttrice sanitaria del Centro di intervento per le crisi di Vienna: “Affinché si sviluppi fiducia nella relazione di aiuto, bisogna creare delle condizioni preliminari, prima da parte di chi offre sostegno, poi da parte della persona che lo richiede. La fiducia si costruisce attraverso la disponibilità, l’affidabilità, la costanza e la credibilità di un possibile cambiamento e sviluppo. Una volta stabilita una relazione di fiducia, si crea una ‘base sicura’ con la quale la persona a rischio suicidario può affrontare il proprio mondo interiore e le proprie esperienze dolorose e minacciose”. A partire da azioni di bassa soglia si può successivamente lavorare a livello clinico attraverso percorsi di attivazione delle risorse della persona che attraversa una crisi, in una modalità di aiuto all’auto-aiuto: “Si recuperano così autostima e fiducia in sé stessi, presupposti necessari per affrontare una crisi e decidere di continuare a vivere” ha concluso la dott.ssa Leitner.

Il dottor Roberto Merli, primario di psichiatria dell’A.S.L. di Biella, nel suo intervento ha invece affrontato la fiducia come qualcosa che va guadagnato e che può essere perduto. Più che un dato da ritenersi acquisito per sempre, “La relazione fiduciaria appare come un processo dinamico, influenzato da diverse variabili, che obbliga ad un costante impegno per mantenere o migliorare il risultato desiderato”, ha spiegato Merli. E questo vale nella vita quotidiana, ma anche in ambito socio-sanitario: “Il mondo del pubblico, col sostegno delle istituzioni politiche, dovrebbe costruire modelli operativi capaci di adattarsi ai contesti territoriali. È importante mostrare ai cittadini che ci sono modalità per aiutarli, e soprattutto che quando ne hanno bisogno, ci sono professionisti che sanno intervenire per aiutarli; bisogna ricordarsi continuamente che la fiducia da parte del cittadino va meritata”.

Dopo la presentazione delle esperienze portate dai relatori, si è aperta una fase di confronto e riflessione attraverso una tavola rotonda, con l’obiettivo di indagare i bisogni del territorio altoatesino per migliorare la risposta d’aiuto.

Hanno partecipato Peter Koler, direttore del Forum prevenzione, Marlene Kranebitter, psicologa d’emergenza e attiva nella Rete altoatesina di prevenzione del suicidio, Erwin Steiner, psicoterapeuta del Servizio Psicologico Ospedaliero di Vipiteno, Donatella Arcangeli, primaria del reparto di Psichiatria dell’Età Evolutiva e Psicoterapia di Merano, Petra Priller responsabile della Consulenza debitori della Caritas e Oliver Schrott dello Jugenddienst di Merano.

Ne è emersa l’importanza di consolidare le reti di sostegno che sono il corpo centrale della prevenzione, come sottolineato in chiusura da Guido Osthoff, nonché di coinvolgere maggiormente le persone nelle varie tipologie di difficoltà che si trovano ad affrontare, per riuscire ad agganciarle prima che una crisi dettata dalla sfiducia si evolva nel caso estremo di atto suicidario. A questo proposito, si ricorda anche il programma di appuntamenti culturali che accompagnano questa edizione del convegno, affrontando in chiave ironica il tema della felicità: lo spettacolo “Das Stück vom Glück!” in lingua tedesca, che si è svolto giovedì 8 settembre presso il Teatro comunale di Gries, e “Happy days”, in lingua italiana, che andrà in scena martedì 20 settembre nell’aula magna dell’istituto Pascoli di Bolzano.

 

La Rete di prevenzione del suicidio è composta da oltre 20 organizzazioni senza scopo di lucro e istituzioni pubbliche. È coordinata dalla Caritas diocesana di Bolzano-Bressanone in stretta collaborazione con il Forum prevenzione, Telefono Amico, rappresentanti dei servizi psichiatrici e psicologici, l'Alleanza Europea contro la depressione, la Libera Università di Bolzano, il Supporto umano nell’emergenza, la Psicologia dell'emergenza, il Garante per l’infanzia e l’adolescenza, l’Ufficio per la Tutela dei minori e l'inclusione sociale, l’Ufficio Servizio giovani e la Direzione Istruzione e Formazione tedesca e italiana della Provincia Autonoma di Bolzano.

www.prevenzione-suicidio.it

 

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Da sinistra: G. Osthoff, C. Hofbeck, I. Leitner, R. Merli
Da sinistra: W. Deeg, B. Mairhofer, J. Andriollo
Da sinistra:. P. Koler, D. Arcangeli, P. Priller
Da sinistra: O. Schrott, M. Kranebitter, E. Steiner

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